Wolverine è morto, lunga vita a Wolverine [SPOILER]

Dopo averne a lungo sentito parlare, ho appena terminato di leggere la miniserie in 4 parti Death of Wolverine.

Il mio approccio alla storia non era dei più benevoli, visto che si tratta dell’ennesimo espediente della Casa delle Idee (riciclate? spesso sì purtroppo) per aumentare l’esposizione mediatica e innalzare le vendite.

Non è certo la prima volta che la Marvel “uccide” uno dei suoi eroi di punta, ci sono già passati Capitan America, Thor, la Torcia Umana, Occhio di Falco… e ben pochi sono rimasti a lungo nell’oltretomba (mi vengono in mente il Capitan Marvel originale, l’Uomo Ragno dell’universo parallelo Ultimate).

In più, su questa illustre dipartita aleggia anche il sospetto che la Marvel non voglia promuovere più di tanto i personaggi di cui non detiene i diritti cinematografici (che nel caso di Wolverine e degli X-men sono proprietà della 20th Century Fox). Non a caso si parla anche di chiudere la serie storica dei Fantastici Quattro, con cui è nato il Marvel Universe nel lontano 1961.

Fatta questa lunga premessa, che ha dato anche il tempo a chi non vuole sapere come va a finire di chiudere la finestra del browser, devo dire che a) sì Wolvie muore veramente (quanto a lungo resterà tale non si sa :-) e b) nonostante i miei pregiudizi la storia si legge che è un piacere!

La sceneggiatura di Charles Soule è avvincente, i disegni di Steve McNiven potrebbero essere usati come dispensa in un corso di storytelling, con un uso sapiente della griglia per dare ritmo alla narrazione (non prendetemi in parola, guardate le immagini allegate, anzi comprate il fumetto :) e alla fine è difficile restare indifferenti all’uscita di scena (eroica ovviamente) di un personaggio così carismatico.

I migliori 75 albi targati Marvel Comics?

Ho appena acquistato su Comixology il bundle con le 75 storie della Marvel Comics più votate dai fan, in occasione dei 75 anni della Casa delle Idee.

Devo ancora leggerle (anzi ri-leggerle, da bravo nerd le ho lette pressoché tutte :) però a prima vista ho già qualche lamentela: troppo poco Jack Kirby (mancano Gli Eterni!), manca la saga di Korvac degli Avengers e un posticino lo avrei trovato anche per il bellissimo 1985 di Mark Millar.

Libri per lavoratori digitali

Con tutti i blog dedicati al digital marketing che popolano il cyberspazio, ricchi di articoli, video, how-to, tips & tricks, infografiche e mille mila altri formati, c’è ancora spazio per il caro vecchio libro, cartaceo o elettronico, nella formazione quotidiana del digital qualchecosa?

Per me la risposta è ovviamente sì, e colgo l’occasione per segnalare questa bella collana ideata da Jeffrey Zeldman, uno dei miei eroi personali che con il suo Dalla carta al Web ha illuminato i miei primi passi di web designer. Zeldman è anche il creatore del fondamentale A List Apart, il sito “per quelli che fanno siti web”. Non a caso infatti i libri che qui vi consiglio vanno sotto il cappello di A Book Apart, “libri brevi per quelli che fanno siti web”, ma indicatissimi in realtà per tutti coloro che vedono la loro qualifica professionale preceduta dalle parole digital, online, web o affini.

Le qualità principali di questi volumetti sono la chiarezza e la brevità: l’ideale per chi non ha troppo tempo da perdere e deve rimettersi subito al lavoro. Gli argomenti trattati sono più che mai attuali, e spaziano dall’HTML5 al CSS3, dalla content strategy al responsive web design.

Ogni libro è disponibile in formato cartaceo (molto ben curato) e digitale (la mia scelta, per motivi di tempo e spazio).

I miei preferiti?
HTML5 for Web Designers, sulla nuova lingua franca del web. 
CSS3 for Web Designers, l’esposizione più chiara e pratica che ho letto finora sulle nuove funzionalità a disposizione di web designer e front end developer.
Responsive Web Design, dall’inventore del RWD un libro agile sulle tecniche di design alla base di siti web fluidi, fruibili su ogni dispositivo.
Designing for Emotion, perché un sito usabile deve essere anche “bello”.
On Web Typography, il libro che sto leggendo adesso sui segreti della tipografia. Prima impressione decisamente positiva.

40 modi di coltivare la propria creatività

Personalmente, per non lasciar appassire la mia già effimera creatività, applico più spesso i punti 6, 7, 8 14, 15, 20, 21, 22, 26, 31, 34, 35, 36, 40 (gli ultimi due sono i miei favoriti). I consigli che proprio non seguo sono il 25 e il 38. Mi piacerebbe applicare di più il 30 :)

Diavolo di un Miyazaki… Inizio il film pensando “che boiata” e finisco commosso pensando “è già finito?”.

Se come me siete stufi della stereotipata animazione 3D a stelle e strisce (con tutto il rispetto per quei geniacci della Pixar) non perdete per nessun motivo Si Alza Il Vento, ennesimo capolavoro onirico e malinconico del Maestro Miyazaki.