Facebook come k’tvehi?

Facebook lancia Save, una “nuova” funzionalità per salvare i contenuti che vogliamo leggere in un secondo momento. I contenuti salvati saranno aggregati in una sezione dedicata. Ora, non per fare lo “sborone”, ma io questa funzione l’avevo già inserita nel 2001 nel mai troppo rimpianto web magazine k’tvehi :) (per i nostalgici eccolo rivivere dentro web.archive.org)

Con k’tvehi Davide Alemani e io volevamo realizzare un sito che potesse essere il rifugio per chi voleva condividere con gli altri idee, emozioni, rabbia o gioia. Per pubblicare un contenuto non era necessario registrarsi, bastava avere qualcosa da raccontare. Il web magazine era infatti costruito direttamente dai lettori grazie a un sistema di content management da me progettato e sviluppato (in ASP e Access…), il fantomatico “6 content? Mannagement!”. Ktvehi è stato premiato al Bardi Web Award 2002 nella categoria No business.

Qui una “demo” vintage del funzionamento del mio CMS fatto in casa…



Il “salva l’articolo” secondo Facebook:

Tutti amano una buona storia

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Prendo spunto dal bell’articolo "Using Customer Stories to Build Trust and Increase Conversions" per estrapolare una regola secondo me universale, che in questo caso è applicata alle “case histories”, alle storie di successo dei clienti, ma che vale per ogni contenuto che produciamo, dalla carta al web.

Tell a story. Don’t write your case studies like a brochure or annual report. Keep it interesting by writing it as if you were writing a story, with a relatable protagonist, a challenge that needs to be overcome, and a captivating ending. Everyone loves a good story.

Racconta una storia. Non scrivere i tuoi case study come se fossero una brochure o un report finanziario. Rendili interessanti come se stessi scrivendo una storia, con una/un protagonista con cui identificarsi, una sfida che debba essere superata e un finale accattivante. Tutti amano una buona storia.

Colonna sonora consigliata per la lettura di questo post, Storytime by Nightwish :)

I fantastici collage di Jack Kirby

Il Re indiscusso dei comics, diciamocelo, sapeva fare tutto: scriveva, disegnava, inchiostrava, colorava… ma soprattutto raccontava storie (anzi mondi) come nessun’altro nel mondo del fumetto.

Jack Kirby, sempre alla ricerca di nuovi modi per farci viaggiare con la fantasia, aveva applicato in modo sublime la tecnica del collage al fumetto. Qui riporto dei bellissimi esempi che ho trovato online, tratti da Fantastic Four, Thor e Hunger Dogs a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70.

Che si tratti della Zona Negativa, del mondo dei Nuovi Dei o delle macchine mortali di Galactus il risultato è lo stesso: spalancare una porta verso mondi fantastici e viaggiare, come Reed Richards nella prima tavola, nel crocevia dell’infinito.

Batgirl con le Doc Martens??? Ora manca solo Batman hipster :)

(Fonte: pinterest.com, via webcopics)